mercoledì, maggio 31, 2006
Si, è proprio così caro amico che stai leggendo queste righe... Sabato 3 giugno alle ore 15 ti aspettiamo a Lissago per la partita San Grato - Or.Ma.
Sono i 60 minuti più importanti della stagione, uno scontro da dentro o fuori (per noi...perchè il San Grato è già sicuro della promozione in A eccellenza).
La classifica è cortissima e l'unico risultato utile è la vittoria, tre punti che valgono una stagione! Per questo abbiamo bisogno di tutti (ma proprio tutti!) i nostri tifosi...per un ultimo sforzo collettivo!
Mi raccomando...non mancare!
 
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mercoledì, maggio 24, 2006

Chi non lo ha mai provato...e apprezzato?? Il kebab è ormai entrato nella dieta della maggior parte di noi. Un qualcosa che, meno di dieci anni fa chiunque avrebbe etichettato come un cibo che "non mangerò neanche fosse l'ultima cosa rimasta sulla terra", è oggi diventato un must. Il sabato sera c'è più coda al kebab di corso Matteoti che da qualsiasi altra parte.E come a Varese, penso che questo trend stia prendendo piede (se gia non lo avesse fatto) un pò ovunque.

La conferma arriva anche da un articolo di Panorama:

"Clamoroso sotto la Madonnina: kebab batte Big Mac 7 a 1. A Milano i locali dove mangiare la specialità mediorientale sono ormai più di 200, i McDonald's 32. Nel giro di un anno i take away mediorientali sono raddoppiati. Un esempio: dice la Camera di commercio di Milano che, dal 2004 al 2005, solo le gastronomie gestite da turchi sono aumentate del 350 per cento. E mentre in città apre un kebab a settimana, il numero dei punti vendita McDonald's resta lo stesso di tre anni fa."


Ma, precisamente, cos'è il kebab?

Il kebab (anche indicato come kabab, kebap, shawerma, shawarma, gyros...) è un piatto diffuso in moltissimi paesi, dal nord Africa al Medio Oriente, dalla Grecia alla Turchia. Con questo nome si indica innanzi tutto un ben preciso metodo di cottura che avviene attraverso il tipico spiedo verticale. La carne (che può essere di montone, agnello, manzo, vitella, pollo, tacchino o miscele di queste) fatta a fettine viene infilata nello spiedo fino a formare un cilindro che poi viene messo a ruotare. Anticamente la carne veniva cotta attraverso della brace che veniva sistemata in appositi vani sistemati verticalmente intorno allo spiedo, attualmente si utilizzano quasi sempre macchine che cuociono la carne attraverso resistenze elettriche o una fiamma alimentata a gas.
La carne prima di essere cotta può essere messa a marinare o condita con spezie, ma i condimenti variano da paese a paese e da persona a persona. Man mano che la parte esterna del cilindro si cuoce questa viene tagliata (con un coltello o con una apposita lama elettrica) e così, di taglio in taglio, la cottura procede verso l'interno del cilindro.
Questo metodo di cottura risulta straordinariamente saporito da una parte proprio per la cottura lentissima (la parte più interna arriva ad essere cotta dopo diverse ore...) dall'altra perché i grassi che si sciolgono e, in generale, i condimenti tendono a scivolare lungo il cilindro donando sapore e gusto alla carne.Una volta che la carne è stata tagliata questa viene consumata in due modi: come panino o come vero e proprio piatto. Per il panino si usano diversissimi tipi di pane, dalla piadina al pane arabo (ma in Francia usano anche la baguette...), all'interno del panino la carne può essere accompagnata da svariatissimi altri possibili condimenti (insalata, pomodori, cetrioli, peperoncini piccanti, cipolla...) e da svariate salse (piccanti e non).

Quali sono i tuoi gusti in materia?

A me piace fatto con il pane arabo (anche se non ho mai provato la piadina),insalata, pomodori, patatine fritte, e un pochino di salcsa piccante che se no mi anestetizza la bocca per tutto il giorno! No cipolle e salsa yogurt...de gustibus...
 
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lunedì, maggio 22, 2006
Secondo voi, aficionados di questo blog, è giusto che il C.t. Marcello Lippi resti alla guida della nazionale nonostante tutto quello che sta venendo fuori sul suo conto?
No No...tranquilli, non è un telervoto truccato alla Biscardi...Vi potete fidare!!
Personalmente, nonostante la posizione di Lippi non sia limpidissima e nonostante non mi stia molto simpatico, penso che debba continuare nel suo operato (a meno che prove schiaccianti non certfichino le varie influenze subite nel fare convocazioni), un cambio di panchina in un momento così delicato (siamo alla vigilia di un Campionato del Mondo)potrebbe portare solo una gran confusione, infatti il nuovo commissario tecnico si troverebbe un gruppo scelto da altri e, comunque, non sarebbe facile partire da zero e dare il massimo nel giro di un mese.
 
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domenica, maggio 21, 2006
Ancora una volta, la terza in cinque gare, valentino deve fare i conti con uno zero secco dopo un gran premio.
Questa volta in Francia, a le Mans, circuito non certo amato dal vale nazionale ma che, comunque, poteva essere teatro dell'inizio della rimonta. E così è stato...grandissima gara e vale in grande spolvero, come ci ha da sempre abituato, fino a quando il motore della M1 ha tradito il campione. Alla fine comunque la Francia sorride agli italiani, vince Melandri in grande stile e Capirossi nel finale si prende un secondo posto.
Sul gradino più basso del podio sale Pedrosa che, anche questa volta, ha dato prova del suo valore.Un grande applauso a Macio e Capicuore... e un antisfiga per Vale...non mollare!!

Ecco come è andata:

Marco Melandri (Fortuna-Honda) ha vinto il GP di Francia nella classe MotoGP. Ancora crisi per Valentino Rossi. La Yamaha del `Dottore` si e` fermata a una manciata di giri dalla fine della gara di Le Mans, quando il marchigiano sembrava in grado di vincere con autorita`. Invece la crisi di Rossi continua, mentre e` Melandri a scacciare la sua. Il ravennate vince davanti a Loris Capirossi (Ducati), che nel finale approfitta della crisi di Daniel Pedrosa, terzo con la Honda ufficiale. Con questo successo, il secondo stagionale dopo Istanbul, Melandri si porta a ridosso di Hayden nella classifica iridata.

Alla prima curva salta De Puniet (Kawasaki), toccato da Rossi, forse un po’ chiuso da Pedrosa. Il pilota Yamaha sembra in palla, e superando Melandri si porta all’inseguimento di Hopkins, che detta il ritmo con la Suzuki. Dopo un altro passaggio Rossi sale al comando della gara, mentre il ravennate entra largo in curva e perde posizioni a vantaggio di Pedrosa, terzo, e Capirossi. Poi lo spagnolo della Honda-HRC sale in seconda posizione, e inizia il duello con il `Dottore`, mentre Hopkins scivola e saluta il duo di testa. Rossi prende un bel vantaggio sul rivale: a dieci giri dalla fine sono tre e mezzo i secondi di ritardo di Pedrosa. Colpo di scena nel 21.o giro: la Yamaha del marchigiano si ferma per un problema tecnico, e Pedrosa ha via libera. Nell’ennesimo disastro del team Camel risale la china Marco Melandri, che a cinque giri dalla fine si porta a ridosso dello spagnolo, lasciando sul posto Capirossi. Il ravennate e’ scatenato, supera Pedrosa e prova a scappar via. Anche Capirossi insidia lo spagnolo, in netta crisi, e lo infila per il secondo posto. Nella crisi di Rossi, vince Melandri, al secondo successo stagionale dopo la vittoria in Turchia. Nicky Hayden (Repsol-Honda), quinto dietro a Stoner (Honda-LCR), conserva la leadership nel Mondiale.
 
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venerdì, maggio 19, 2006
Navigando in rete ho letto questo articolo, l'ho trovato interessante ed ho pensato di riportarlo qui, sul blog.
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Questo non è lo scandalo del calcio, ma di un paese intero, che ha lasciato che tutto ciò accadesse: non in un anno, in decenni. Quanti conoscevano lo stato delle cose e non hanno fatto niente? Quanti se ne sono avvantaggiati, impetrando come Pisanu i favori del piccolo zar Luciano? Ora dedichiamo allo scandalo enorme rilievo, ma passata la piena penseremo ad altro, per non sfasciare il giocattolo. Sarebbe un errore, perchè l’inerzia distruggerebbe il giocattolo, ma soprattutto un’immagine nazionale già molto compromessa. Se il calcio grufolava tranquillo nel trogolo della Gea, c’è poco da lamentarsi del protagonismo della magistratura. Meno male che questa, dopo aver subito lunghi anni di assalti, è ancora in grado di fare il suo lavoro, intervenendo quando uno o più soggetti, anche colletti bianchi, commettono reati o danneggiano altri.

Se il calcio è business

Il calcio è soprattutto un business: guardiamo allora lo scandalo e le sue conseguenze in chiave di correttezza contabile e di effetti sui conti dello Stato. Il mondo della politica, lungi dal lavorare per risanare il calcio, gli ha lisciato il pelo, aggravando l’andazzo. All’ennesimo scandalo calcistico Berlusconi se ne uscì a dire: "moralizzazione è una parola grossa". Il suo governo ha agito di conseguenza. Ha sospeso con norma speciale- il decreto "salvacalcio"- il Codice Civile per le società calcistiche: grazie al decreto, le perdite sul parco-giocatori, magari a fine carriera, sono spalmate su 10 anni. Ciò esenta gli azionisti di controllo delle squadre dal tirar fuori soldi per sanare i conti. Una norma eccezionale, di pura cosmesi, valida solo per le società calcisitche, varata senza considerare che tre di queste erano quotate. Commentava profetico all’epoca Franco Carraro: "E’ un importante tassello nell’indispensabile risanamento del calcio professionistico"!

Dopo questo favore- reso alle tasche di una ventina di persone con nome e cognome, non alle società- il governo ha definito la composizione dei campionati 2003-’04, con l’occhio all’audience e ignorando i risultati sportivi. Ha permesso alla Lazio di pagare in 23 comode rate annuali i debiti col fisco per somme trattenute ai giocatori e non versate, sostenendo che almeno così incassava qualcosa, mentre se la società fosse fallita non avrebbe preso nulla. È falso, in luogo della società dovevano pagare i giocatori, percettori del reddito e responsabili in solido; essi potevano insinuarsi al passivo fallimentare e trasformare in azioni il loro credito. Almeno avremmo visto questi strapagati signori rischiare qualcosa sul loro lavoro, e non in scommesse vietate dalla legge e dal buon senso. Soprattutto, se la Lazio fallisse, gli altri pagherebbero di corsa per evitare quella fine, dato che invece paga in un quarto di secolo, la imitano. Così l’ammontare delle imposte arretrate (per Iva e ritenute) dovute dalle squadre ha superato i 650 milioni di euro.

Il calcio è "legibus solutus", i protagonisti dello scandalo (i sommersi e i salvati) lo sanno e ne approfittano: come scrivono Marco Liguori e Salvatore Napolitano ("Il pallone nel burrone"- Editori Riuniti - 2004), le società non pagano Irap sulle plusvalenze da vendita giocatori, contrariamente a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, in base ad un semplice parere della Lega. Fra Stato e corporazione, prevale la seconda, siamo il paese della libertà, quella di non pagare: ci si guadagna sempre.

Poi c’è il tema grosso della quotazione dei club. Dopo lunghe riflessioni la Consob, di cui chi scrive faceva parte come commissario, concesse (aprile ’98) il nulla osta alla pubblicazione del prospetto della Lazio, che Borsa Italiana aveva ammesso alla quotazione. Le pur forti "avvertenze" che la Consob impose allora non si sono dimostrate sufficienti. Si potrebbe arguire che i dirigenti di una società possono sempre commettere illeciti, ma non si deve per questo vietare la quotazione di qualsiasi società. Il punto è che il mondo del calcio ha mostrato una tendenza a comportamenti illeciti che non può più essere ignorata. Ne discende che per il futuro va ripensata, forse vietata, la quotazione in borsa. Nulla vale come l’esperienza pratica, e questa ha dimostrato che la quotazione di società di questo tipo non funziona. Interessante invece la proposta di Angelo Rovati ("Corriere" 16 maggio): le squadre cedano marchio e titolo sportivo ai comuni, in cambio dello stadio. La squadra paga royalties al comune, in cambio dell’uso di tali cespiti. Se la squadra fallisce va male solo per gli azionisti, e il titolo sportivo rimane, col marchio, al comune, che individuerà i nuovi proprietari della squadra. Rovati propone anche, come diversi interventi su La voce.info., una superlega europea per i big e campionati nazionali per le squadre "normali". Certamente si deve diminuire la distanza siderale fra le risorse economiche che affluiscono ai club partecipanti al medesimo campionato, come ricordato sempre su La voce.info..
Il calcio ha punito gli onesti e premiato i furbetti. Bisogna fare il contrario, come dice Guido Rossi, ottimo commissario straordinario della Figc; le sue competenze in tema di antitrust verranno utili per pervenire ad un assetto dello sport che sia più competitivo e meno pervaso dai conflitti d’interesse. Ricordiamo che non ci sono solo le violazioni di norme, ma anche i comportamenti osceni. Non è tempo di prudenza, ma di fermezza. Se le vecchie leggi non sono state osservate, nuove norme da sole non risolvono il problema. Non tanto nuove leggi servono, allora, quanto il ripristino di quelle esistenti, troppo a lungo sospese. Lo stato, tanto per cominciare, si faccia pagare 650 milioni di imposte arretrate, lasciando che fallisca chi deve fallire. Entrerà aria nuova, e lo scandalo sarà servito a qualcosa.

Salvatore Bragantini*, 18 maggio 2006

*: ex Commissario Consob
 
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giovedì, maggio 18, 2006


E' proprio così, dopo le censure del MOIGE e il conseguente blocco della precedente campagna Rocco è tornato.
Da qualche giorno, infatti, è "on air" il nuovo spot Amica chips.
Questa volta però Rocco non parla (una sorta di ritorno ai vecchi tempi quando si abbassava le braghe e calava il silenzio...!!) ma si limita a guardare in camera con uno sguardo ammiccante, ma già dai suoi occchi si capisce tutto. Sono state tagliate molte scene e le allusioni, questa volta, sono un pò meno esplicite.
Comunque la cara Amica chips ha fatto centro..questi due spot hanno fatto discutere così tanto da aumentare notevolmente la notorietà del prodotto e conseguentemente il prezzo...come dice un detto tanto caro ai pubblicitari "non è importante come se ne parli ma quanto se ne parli"...
 
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mercoledì, maggio 17, 2006

Il detto è proprio vero. In tutta la bufera del calciocaos ecco che, finalmente, arrivano le prime buone notize.
Dopo ben 26 anni di onorata rottura di palle ecco che lo sgrammaticato Aldo Biscardi ha finito di rompere.
Almeno per questo ti ringraziamo o Luciano!
 
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martedì, maggio 16, 2006

Film che racconta delle avventure di frode Moggi e dei suoi due amici Sem Giraudenji e Furfantino Bettega che, insieme a Carrarondalf il bianco e nero, Pairettolas e Bergamorumir danno vita ad un gruppo "la compagnia del tranello".
Tra sortilegi, intrighi e maneggi di ogni genere per anni riescono a governare la contea Gioco calcio.
Tutti i loro sforzi vengono premiati. La principessa giuventus, la cui mano è premio di una singolar tenzone, si innamora del cavlier scudetto. Ed ecco che la "compagnia del tranello", servendosi dei più loschi malefici, asseconda i desideri della principessa.

Consumato il matrimonio, e quando tutto sembra andare per il meglio, ecco che irrompe un cavaliere,dal grande cuore (e non solo!). Il coraggioso cavalier ventitrè , scoperto il raggiro, e a nome di tutti gli altri cavalieri vittime della "compagnia del tranello", decide di infliggere al gruppo una punizione esemplare...l'inculamento.
 
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domenica, maggio 14, 2006

...Quello che ci regala il gran premio di Shanghai è un Valentino inedito...direi quasi in versione Max Biaggi.. Forse le maledizioni e gli anatemi (un pò come quelli che l'Alby e Mila lanciano agli avversari...!!!) che il romano avrà dispensato a mani basse sul Campione del Mondo stanno sortendo i malefici effetti...ed anche questo week end per il "nostro" non è stato di quelli migliori...
Partendo dalla tredicesima posizione ha dovuto impostare una gara tutta di rimonta e, purtroppo, quando si trovava in 5 posizione, ma con buonissime possibilità di podio, è stato tradito da una gomma...(per la cronaca poi ha vinto il novellino Pedrosa davanti a Hayden e a Edwards) Gli sfoghi dell'intervista dopo gara,dove ha accusato un pò Michelin, Yamaha e ha avuto qualcosa da dire anche su Melandri, secondo me, sono esclusivamente frutto della grandissima delusione...non è certo questo il Valentino che conosciamo.. speriamo che torni presto l'originale!!

Ecco come la gazza ha riportato la cronaca del gp..

SHANGHAI (Cina), 14 maggio 2006 - Così non lo si era mai visto. Deluso, triste, quasi scoraggiato. Valentino Rossi ha mal digerito il ritiro dal GP della Cina causato da una gomma "fallata" della Michelin. Ma il pesarese bacchetta anche la Yamaha, che non è riuscita a sviluppare la nuova M1 nella giusta direzione. Il problema maggiore è il chattering (la vibrazione dell'anteriore, ndr) e per la prossima gara in Francia Rossi dovrebbe avere a disposizione novità per cercare di ovviare al problema. Anche perchè ora il ritardo in classifica dal leader Nicky Hayden si fa preoccupante: -32 punti.
"Il problema oggi sono state le gomme - ha detto Rossi ai microfoni di Italia1 - mi sono fermato a cambiare quella posteriore ma ormai era finita. Non ci voleva per il campionato. Potevo conquistare 16 punti perchè ero quinto e avrei battuto Edwards e Hopkins. Un podio in queste condizioni non sarebbe stato così male. Invece abbiamo sbagliato gomme per la gara altrimenti potevo andare anche più veloce. Avevo problemi di chattering ma la moto andava forte, si guidava bene. Potevano essere 16 punti importanti per il campionato, invece ora siamo a -32. La situazione è difficile. Colin è stato bravo a conquistare il podio, ma io potevo batterlo".
Valentino spiega il perché delle gomme sbagliate: "La colpa è nostra e della Michelin. Nel warmup avevamo provato una gomma più morbida, come quella che hanno usato in gara gli altri. Invece la Michelin ci ha consigliato di usare una mescola più dura ma non avevo grip e facevo fatica. I nostri problemi li conosciamo, se parto 13° poi è difficile rimontare e fare bei risultati". Rossi poi se la prende anche con Marco Melandri, con cui nei primi giri è stato protagonista di bei duelli (per la decima posizione). "Sono deluso dalla sua corsa, è inutile fare a gara di staccate nei primi giri, non ha senso".
Rossi poi ripensa alla gara e agli errori commessi: "Ero lì, potevo fare terzo ma la gomma era fallata. La Michelin con me ha sbagliato due volte. Le gomme erano uguali per tutti, ma quando succedono queste cose non ti puoi arrabbiare. Quando ero dietro Hopkins la moto vibrava tanto, pensavo fosse la gomma posteriore e quindi mi sono fermato a cambiarla per cercare di prendere qualche punto. Invece era quella anteriore ad essere rotta e mi sono ritirato. In quattro gare abbiamo due zeri in classifica (in realtà nel primo Gp Valentino raccolse 2 punti, ndr) ma non è colpa nostra, la fortuna non è stata dalla nostra parte. Peccato, sia a Jerez sia qui potevo stare avanti tranquillamente. La situazione ora è difficile ma siamo solo all'inizio. Peccato, potevano essere 30 punti in più tra Jerez e qui".
Il Mondiale ora si complica: "Il problema adesso è che dobbiamo mettere a posto bene la moto. Siamo in ritardo rispetto alla Honda. Ho parlato con i capoccia della Yamaha, gli errori commessi durante l'inverno li stiamo pagando ora. Se partissimo meglio e provassimo meglio le gomme, non succederebbero queste cose. Il chattering viene dal telaio. In Turchia avevamo parti nuove sulla base del telaio 2006. Spero in Francia di avere cose nuove. La Yamaha non ha lavorato nella giusta direzione. Ci aspettavamo solo una evoluzione della moto 2005, invece con la moto nuova facciamo fatica. Il problema è che nei test invernali se ce ne stessimo a casa a riposarci sarebbe meglio. Perchè quando fai la gara, i problemi sono tutta un'altra cosa. Dovrebbero essere più intelligenti, stiamo pagando gli sbagli fatti. Le prossime gare saranno fondamentali per il campionato. Se saremo pronti fin dalla prossima settimana, potremo ancora dire la nostra, altrimenti diventerà difficile".
 
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sabato, maggio 13, 2006


Mentre il mondo del pallone è profondamente destabbilizzato dal così detto calciocaos o calciopoli, c'è una parte, piccola, spesso etichettata come perdente (che in questo caso forse questo attributo può essere associato ad un altro termine ben più significativo qual è quello di onmesto...ma cmq è meglio aspettare a esultare....)che in tutto questo caos ha un motivo...un motivetto, per ridere più degli altri...
E così, anche quest'anno...si è tolta la polvere dalla bacheca per far posto ad un trofeo, seppur piccino e dai più snobbato.
Certo, questa vittoria non può certo scacciare le ombre di una stagione ancora nettamente al di sotto delle aspettative (e delle potenzialità), non potrà cancellare i fantasmi del madrigal...ma almeno può dare un pò di ossigeno che, nell'inquinamento attuale nell'ambiente del pallone, non può che fare bene...
 
posted by ste at 4:22 AM 0 comments
venerdì, maggio 12, 2006


L'inchiesta sullo scandalo delle intercettazioni telefoniche si sta allargando a macchia d'olio...e sta coinvolgendo sempre più persone... ma, in fin dei conti, cosa si dirà mai in queste intercettazioni?? Ecco un breve, esaustivo, resoconto.

VEDI PURE QUELLO CHE NON C'È
21/09/2004 (conversazione tra Pairetto e Dondarini che arbitrerà Sampdoria-Juventus. La stessa sera è accertato che Pairetto andrà a cena a casa di Giraudo, presente Moggi)
Pairetto: «Pronto»
Dondarini: «Gigi, sono Donda»
Pairetto: «Ciao Donda, come stai? (...) Mi raccomando domenica che non ci salti tutto»
Dondarini: «Mercoledì, domani»
Pairetto: «Sì mercoledì ecco fai una bella partita, tu sai che lì... sai che son sempre...»
Dondarini: «Eh, son particolari (...). Con cinquanta occhi bene aperti»
Pairetto: «Eh, bravo per vedere anche quello che non c'è, a volte (...) non facciamo subito che si dica "Ah, bene, complimenti per le scelte» (Dondarini è appena stato designato arbitro internazionale, ndr).
Dondarini: «Vedrai che non vi deludo»

IL RIGORE C'ERA
23/09/2004 (conversazione tra Pairetto e Dondarini il giorno dopo la partita finita 3-0 per la Juve con un rigore contestato)
Dondarini: «Eh, bella battaglia hai visto?»
Pairetto: «Minchia»
Dondarini: «Ma questi della Sampdoria erano da fuori di testa (...) Guarda ti giuro se non c'erano i giocatori della Juve che mi aiutavano io non so come finiva (...). Poi sai ho dovuto dare quel rigore lì, guarda che è di un netto Gigi»
Pairetto: «Sì, ma ci credo perché poi dalla vostra posizione» (...)
Dondarini: «Certo, ma io ti dico, io ho cercato... di far sì, insomma, che la partita andasse a quella fine»

BATTI PURE SU MESSINA
20/09/2004 (prima del Processo di Biscardi)
Moggi a Baldas: «Mi devi salvare Bertini, Dattilo e Trefoloni. Sul Milan puoi battere quanto ti pare».
Baldas a Moggi: «Che dici, di Messina?»
Moggi a Baldas: «Messina giù»

DATTILO DIMEZZI L'UDINESE
26/09/2004 (Giraudo a Moggi sull'arbitro Dattilo che la settimana successiva dirige Juventus- Udinese)
«Se è un po' sveglio, gli dimezza l'Udinese».

GLIEL'HO DETTO: GIOCA MALE
23/08/2004 ore 9.37
Moggi: «Pronto»
Giraudo: «Tutto bene?»
Moggi: «Mica tanto»
Giraudo: «Cosa è successo?»
Moggi: «Hai visto che ci han cambiato l'arbitro? (...). È venuto Paul Green (in realtà Graham Poll, ndr), l'inglese»
Giraudo: «Porco Giuda»
Moggi: «I mortacci loro, io l'Atalanta (il nome per l'ex designatore Bergamo, ndr), cazzo, ora ora voglio sentì»
Giraudo: «Che strana cosa, oh»
Moggi: «Dieci giorni fa m'aveva detto quello (...). Gli inglesi sono tutti stronzi, mi informo un attimo poi ti dico»
Giraudo: «Sì sì (...) Ti ha mica detto niente Raiola (manager, tra gli altri, di Ibrahimovic ndr) di com'è andata ieri?
Moggi: «Ha fatto tre gol» Giraudo: «Lui (Ibrahimovic, ndr) è fatto così, ha vinto 6-2»
Moggi: «Ha fatto tre gol, ha dato spettacolo, m'ha fatto parla' con il giocatore (...)»
Giraudo: «(...) il giocatore eravamo rimasti d'accordo che finita la partita andava dall'allenatore e dalla società e diceva io adesso non gioco più, dovete vendermi. L'ha fatto o no questo?»
Moggi: «Ah, ma questo non me l'ha detto (...)»
Giraudo: «Ma che cazzo, io gliel'ho detto: gioca male. No, deve giocare benissimo, bene! Gioca benissimo, così almeno adesso sarà un casino a venderlo, lo valuteranno (...) Gli diceva, io adesso questo torna domenica, io non gioco più (...) vendimi perché tu hai ancora 10 giorni per comprarti il mio sostituto, sappi che poi non gioco più. Questo doveva dire»

IL BRINDELLONE
23/08/2004 ore 11.38 (conversazione con interlocutore sconosciuto su Cannavaro)
Uomo: «Ooh!»
Moggi: «Rigo!»
Uomo: «Dimmi caro»
Moggi: «Allora lo possiamo fare anche oggi: fai chiama' Ghelzi (in realtà è Ghelfi, vicepresidente dell'Inter ndr), gli dici che vuole anda' via»
Uomo: «Come?»
Moggi: «Fai chiamare Ghelzi ... come si chiama là, brindellone alto... il Presidente!»
Uomo: «Facchetti»
Moggi: «Facchetti. Fai chiamare Ghelzi e Ghelzi lo farà. Gli dici: guarda, io voglio anda' via perché non so' considerato dall'allenatore e stop»
Uomo: «Mmh»
Moggi: «Perché se no, lo sai che succede?»
Uomo: «Mmh»
Moggi: «Che vincendo domani...»
Uomo: «Mmh»
Moggi: «Tengono più difensori e lui sta a guarda' le partite (...) Categorico gli dici: guarda Ghelzi, il giocatore vuole andà via, non rompere i coglioni» (...)

MICCOLI NON FACCIA LO STUPIDO
31/08/2004 ore 11.37
Moggi: «Pronto»
U.: «Direttore»
Moggi: «Sì, ciao Galea (...) Ti dò un consiglio: digli a Miccoli di fa' meno lo scemo, perché se no gli metto giudizio io (...). La prossima volta però non lo faccio chiamare neppure in nazionale così gli metto io giudizio, perché in nazionale ci va perché ce l'ho mandato io»


MI RACCOMANDO A STOCCOLMA
Pairetto: «Pronto»
Moggi: «Gigi? Dove sei»
Pairetto: «Siamo partiti»
Moggi: «Oh, ma che c... di arbitro ci avete mandato?»
Pairetto: «Oh, Fandel è uno dei primi...»
Moggi: «Ho capito, ma il gol di Miccoli è valido»
Pairetto: «No»
Moggi: «Sì, come no? (...) Ma poi tutto l’andamento della partita ha fatto un casino a noi»
Pairetto: «Gli assistenti non mi sono piaciuti molto, in assoluto, no, ma stavo pensando ad un altro, quello che aveva alzato era quello di Trezeguet che mi ricordo davanti»
Moggi: «Quello è un altro discorso. (...) Ora mi raccomando giù a Stoccolma, eh?»
Pairetto: «Porco Giuda, mamma mia, questa veramente dev’essere una partita...»
Moggi: «Ma no, masi vince, ma sai, si dice...»
Pairetto: «Ma questi sono scarsi»
Moggi: «Però con uno come questo qui resta difficile, capito?» (...)
Moggi: «Oh, a Messina mandami Consolo e Battaglia»
Pairetto: «Eh, l’ho già fatta»
Moggi: «E chi ci hai mandato?»
Pairetto: «Mi pare Consolo e Battaglia»
Moggi: «Eh, con Cassarà, eh?»
Pairetto: «Sì»
Moggi: «E a Livorno, Rocchi?»
Pairetto: «A Livorno Rocchi, sì»
Moggi: «E Berlusconi Pieri, mi raccomando»
Pairetto: «Non l’abbiamo ancora fatto»
Moggi: «Lo facciamo dopo»
Pairetto: «Vabbò, lo si fa poi»


CON GIGI È UNA CANNONATA
Giraudo: «...tu hai qualche notizia dicome tira l’aria lì a Sportilia (raduno degli arbitri, ndr)?»
Moggi: «Bene bene con Gigi (Pairetto, ndr)»
Giraudo: «Ma non è come l’anno scorso?»
Moggi: «No no, con Gigi è una cannonata»
Giraudo: «Però adesso bisogna dirgli che s’impegni per ’sto corvo perché non si può mica andare avanti con ’sta testa di c...»


L’ARBITRO SBAGLIATO
Moggi: «Pronto?»
Morena: «Signor Moggi buongiorno. Volevo comunicarle arbitro e assistenti per la partita di Champions League di domani sera»
Moggi: «L’arbitro chi è, Cardoso? »
Morena: «No, io vedo arbitro Poll Graham»
Moggi: «Uhm»
Moggi: «Di dov’è l’arbitro...»
Morena: «È inglese» (...)
Pairetto: «Pronto»
Moggi: «Buongiorno»
Pairetto: «Ohilà buongiorno»
Moggi: «Oh, all’anima di Cardoso, eh?...»
Pairetto: «Eh»
Moggi: «Paul Green (in realtà è l’arbitro Graham Poll, ndr)»
Pairetto: «Come?»
Moggi: «Paul Green»
Pairetto: «Allora è successo qualcosa all’ultimo momento, io ho Cardoso, è successo qualcosa... si vede che è stato male o qualcosa del genere»
Moggi: «Informati, informati un momentino»
Pairetto: «Sì sì, verifico subito»


MI RICORDO DI TE
Moggi: «Pronto»
Pairetto: «Ehilà, lo so che tu ti sei scordato di me, mentre io mi sono ricordato di te»
Moggi: «Ma dai»
Pairetto: «Eh, ho messo un grande arbitro per la partita di Amsterdam».
Moggi: «Chi è?»
Pairetto: «Meier»
Moggi: «Alla grande»
Pairetto: «Vedi che io mi ricordo di te anche se tu ormai...»
Moggi: «Ma non rompere, adesso vedrai, quando ritorno, poi te lo dico io se mi sono scordato»


MI SERVE UNA MACCHINA
Uomo: «Casa Agnelli buongiorno»
Moggi: «Sono Moggi buongiorno. Avrei bisogno di Nalla»
Nalla: «Ciao Luciano»
Moggi: «Io avrei bisogno in tempi rapidi perché siccome dobbiamo fare...»
Nalla: «Sì»
Moggi: «Per un amico importante, di una Maserati»
Nalla: «Sì»
Moggi: «Quattroporte»
Nalla: «Quattroporte?»
Moggi: «Sì. Ti diamo tempo una settimana dieci giorni, va bene?»
Nalla: «Va bene»


LA MACCHINA È A DISPOSIZIONE
Enzo: «Pronto?»
Pairetto: «Enzo?»
Enzo: «Ciao Gigi»
Pairetto: «Ascolta volevo dirti la macchina ce l’ho già praticamente»
Enzo: «Quale?»
Pairetto: «Quindi quando vogliamo andare poi a prenderla c’è a disposizione praticamente la Maserati»
Enzo: «Ma dai»
Pairetto: «Sì quindi»
Enzo: «Madonna»
Pairetto: «Adesso quando rientro domani chiamo direttamente la Casa Reale».


CREDE DI VINCERE LUI
Mazzini: «Perché questo cogl... (riferito a Carraro, ndr), ricordati che lui crede, che anche se passa così come vuole normalmente, di vincere lui. Invece devi metterglielo nel c... Ricordatelo».
Moggi:«Ooh se ti dico lasciamici parlare, poi domani io ho l’appuntamento»
Mazzini: «Va bene» (...)
Mazzini. «Venerdì vado a fare gli arbitri»
Moggi: «Venerdì vengo anch’io»
Mazzini: «Gliel’ho detto ad Anto’ e mi ha detto che non viene»
Moggi: «Lascia sta’, quello è un ambiente un po’ ibrido, meno uno ci si confonde e meglio è, e vale neppure la pena di starci alla lontana: io uno ci faccio partecipa’, o partecipo io o ci mando Alessio».


VOGLIONO FAR FUORI TUTTI
Alessandro Moggi: «...io l’altro giorno, tu prendila come informazione, poi, io non lo so, mi sono rivisto con Preziosi (ex presidente del Genoa, ndr), come sempre capita»
Luciano Moggi: «Uhm»
A. Moggi: «Mi ha incominciato a fare tutto un discorso, il calcio come cambia, bisogna stare attenti di qua, di là, Carraro, Galliani, poi mi fa, non vi fidate di Montezemolo. Dico perché? Perché io ho sentito una conversazione alla Juve, vogliono fare fuori tutti, rimane solo Giraudo»
L. Moggi: «Sì, ma questa è una cazzata»
A. Moggi: «Io te lo dico come cosa, siccome molte volte Preziosi è negli ambienti di questo genere qui, lui c’è dentro»
L. Moggi: «Non c’è mai»
A. Moggi: «Bé, pa’, io te lo dico perché, insomma...»
L. Moggi: «È esattamente il contrario».


CAMBIO DI PRESTITI
A. Moggi: «Mi ha chiamato Morabito (procuratore, ndr), in particolare Vigorelli (procuratore, ndr), per sapere se volevi fa un cambio di prestiti per pia’ Liverani»
L. Moggi: «No, no, ma perché ora lavorano per la Lazio?»
A. Moggi: «Che ne so, mi ha detto così?»
L. Moggi: «Porca miseria, da quando quello lì ha agganciato lì di sotto, mo ci voglio parla’ con quello, perché gli hanno dato Lopez e gli vogliono dare Marquez, a loro, eh?»
A. Moggi: «Eh, lo so»
L. Moggi: «Quindi è sicuro che sono riusciti a entrarci poco, perché lì non è che si possa anda’ granché, almeno che Cinquini (ex d.s. Lazio, ndr) non lavori ancora con la Lazio».


L’OROLOGIO DA 40 MILIONI
Biscardi: «Pronto?»
Moggi: «Vorrei il dottor Biscardi»
Biscardi: «Sono io»
Moggi: «Io sono Moggi Luciano»
Biscardi: «Uehh... Lucia’»
Moggi: «Allora ieri ho chiamato qui il nostro amico di Trieste...Baldas (ex designatore e commentatore delle moviole del «Processo», ndr). Gli ho fatto una bella cazziata, ma non ce n’era bisogno. Lui non ha colpa» (...)
Moggi: «Ma se non viene poi un cambio non prendo più nessuno, ma perché dobbiamo ammazzare il campionato?»
Biscardi: «No, tu non ammazzi un c..., magari l’ammazzavi l’anno scorso, mi dovresti da’ 40 milioni, hai fatto la scommessa con me e hai perso»
Moggi: «Aldo, ma io... sei come un orologio già assicurato, che vuoi che ti dica?»
Biscardi: «E dove sta?»
Moggi: «E lo sai che quando te lo dico...»
Biscardi: «E non lo so. Non me lo mandi mai...»
Moggi: «Ma vaff..., uno te l’ho dato costava 40 milioni»

REGGINA-MILAN
Moggi e Giraudo discutono con molti sottintesi di Reggina-Milan, penultima di campionato, con i rossoneri già campioni e i calabresi vincenti e salvi con un turno d'anticipo.
Giraudo: «Senti com'è andata poi con Carraro secondo te?»
Moggi: «Eccezionale, eccezionale, poi ti dico, ho saputo anche un'altra cosa importante dal ministro»
Giraudo: «Eh»
Moggi: «Ti ricordi di Galliani quel giorno che ti fece quel discorso?»
Giraudo: «Quel giorno?»
Moggi: «Che ti fece quel discorso»
Giraudo: «Su cosa?»
Moggi: «E poi ne parliamo, te lo dico poi domani»
Giraudo: «Vabbe', allora poi»
Moggi: «Comunque sai quando te mi chiamasti e mi dicesti ‘‘sai che mi ha detto Galliani''»
Giraudo: «Ah, e lui cosa dice?»
Moggi: «È stato lui che gliel'ha detto»
Giraudo: «Ah ho capito»
Moggi: «È stato lui che gliel'ha detto ma non a lui, a Berlusconi eh»
Giraudo: «Ho capito! Ho capito!»
Moggi: «Poi ti spiego anche il meccanismo, oh ma hai sentito l'avvocato e il difensore dei...»
Giraudo: «Sì sì sì»
Moggi: «Meno male che noi non abbiamo l'abitudine né di comprare né di vendere cose a nessuno»
Giraudo: «No poi...»
Moggi: «Noi facciamo sempre la nostra strada ma comunque...»
Giraudo: «Chi è l'avvocato che l'ha detto»
Moggi: «De Luca, Luca De Luca, una roba del genere»
Giraudo: «Che è l'avvocato di chi?»
Moggi: «Del Chievo credo poi ci ha anche difeso perché ho letto l'Ansa no?»
Giraudo: «Eh»
Moggi: «Dice naturalmente non è che io possa pensare che c'è un illecito, è una baggianata, ma perché non si indaga su tutte le baggianate? Come dire per rafforzare la sua tesi difensiva no? E poi viene a rompere i coglioni a noi! E poi parla anche di Reggina-Milan»
Giraudo: «Esatto poi, quindi sai tutta questa storia qui sai è una buffonata e chiuso»

PUNTANO SULL'INTER
Giraudo (riferendosi a Lippi): «Sì sì sì, chiama anche Miccoli e Legrottaglie m'ha detto, son contento»
Moggi: «Senti un po' invece un'altra cosa, ieri sera c'avevo un ragazzino di Roma di Atalanta (è il designatore Paolo Bergamo, ndr), dell'Atalanta no»
Giraudo: «Sì sì quello là sì»
Moggi: «Porca puttana, l'Atalanta è un gran figlio di p...»
Giraudo: «Ah sì?»
Moggi: «Ha detto che noi, il campionato sarà sicuramente Milan-Inter»
Giraudo: «Secondo me, sai cosa mi ha detto Adriano, secondo me, mi ha detto guarda io ho saputo una cosa, bisogna chiamare questi due qua, mi ha detto ieri, mi ha preso da parte, m'ha detto, sappi mi han detto che puntano tutto sull'Inter quest'anno»
Moggi: «Eh mi sa mi sa sta sta a sentire, Milan-Inter, ma è andato anche oltre, ha detto tanto Moggi e Giraudo, alla fine dell'anno, Montezemolo li manda via»
Giraudo: «Eh questo già lo so»

MARINO NON È FURBO
Moggi padre e figlio parlano di Pierpaolo Marino sul passaggio di Jankulovski dall'Udinese al Cska
Alessandro Moggi: «...ora io un accordo con lui ce l'ho, però ora questo dice che fino a lunedì il contratto con l'Udinese non lo firma, io posso anda' a Mosca senza la firma a che le società non sono d'accordo?»
Luciano Moggi: «No, no e che sei matto, vai a fa' una girata invano»
A. Moggi: «...anche l'Udinese è strana, Marino sembrava che fino a stamattina se non convincevo Jankulovski ad anda' al Cska di Mosca non lo so, si sarebbe ammazzato, stasera quando gliel'ho detto, sembrava non gliene fregasse niente...»
L. Moggi: «Cioè che ti ha detto che non gli importava niente della cosa?»
A. Moggi: «No, non è che me l'ha detto è che lo sento io (...) non è che lui si è preoccupato tutta la giornata di chiama' questo per scrivere il contratto, io poi pensavo che ce l'avessero già un contratto in realtà, invece è a tutto a voce».
L. Moggi: «Eh ma Pierpaolo è un po' c... eh! Non è mica tanto furbo, eh?» Ti ricordi di Galliani che ti fece quel discorso? Poi ti spiego il meccanismo Quindi tutta questa storia è una buffonata e chiuso»

UNA SEGRETARIA IN PIÙ
Lippi: «Accidenti. Ah senti ti devo dire una cosa. Oggi mi ha chiamato Carraro no? (...) Ieri sera quando te mihai telefonato e mi hai detto quella cosa lì. Io lì per lì non ho neanche capito bene no?»
Moggi: «Io ti facevo mettereuna segretaria a tua disposizione»
Lippi: «Sì, no, volevo dire che quando me l’hai detto ieri sera, io non ho capito benissimo quello che mi hai detto, poi mi hai detto tanto ci sentiamo domani. (...) Oggi poi mi ha chiamato Carraro no? (...) Era contento, mi ha fatto i complimenti, era tutto contento. Poi mi dice: senta un po’, ho parlato con il vostro amico, emi dice di metterle una segretaria a disposizione, ma io pensavo che lei con Vladovich si trovasse bene, no?»
Moggi: «No, ma non ha capito un c...» (...)
Lippi: «Come segretaria di Mazzini lo posso capire ma se viene fuori che Lippi ha una segretaria, viene fuori sui giornali, viene fuori sicuro, lo fanno venire fuori loro»
Moggi: «Ma mica a disposizione tua, a disposizione del club Italia»
Lippi: «Ecco, questo è un altro discorso (...) ma deve essere specificato bene, eh» (...)
Moggi: «Eh, ma perché le cose vanno bene Marcello, è qui che bisogna far andar le cose meglio, capisci? (...) L’abilità sta nel cogliere imomenti propizi per far andar meglio le cose siccome io conosco la maniera dilettantistica di questi qua allora è meglio metterli con il cappio subito in modo che capiscano che c’è un’organizzazione, dove però non ci deve essere Lippi che la chiede, deve esser fatta in modo che...» (...)
Lippi: «Eh, infatti, infatti. Tu però devi essere bravo a fargliela capire eh?»
Moggi: «Domani vado a quella riunione e ci penso io...

BASTONI TRA LE RUOTE
Baldas: «Intanto è stato Pairetto a mettere i bastoni tra le ruote all’Uefa, perché l’Uefa mi vuole tenere, mi vorrebbe tenere (...) Ho parlato con Eberle ed Eberle mi ha detto guarda, se la Federazione non l’Aia perché io non c’entro più con gli ispettori arbitrali no, mase la Federcalcio manda due righe all’Uefa loro mi tengono»
Moggi: «Chi, la Federazione dovrebbe mandarle?»
Baldas: «Sì, esatto» (...)
Moggi: «Eh, adesso sento un pochino»
Baldas: «Ascolta io ho fatto, ti ho preparato due righe di appunto, te le mando via fax in ufficio?»
Moggi: «Mandamele in ufficio»
Baldas: «Va bene, e comunque sarà poi mica Pairetto che mette i bastoni tra le ruote no?» (...)
Moggi:«Ma va’,maguarda se tu immagini che Pairetto può mettere i bastoni tra le ruote (risata)»

HO VISTO CHI BACIAVI
Moggi: «Però te t’ho vista abbracciata a Baldini, nonmi sei piaciuta»
donna (non identificata): «Nono, allora ti dico questo, che l’hanno trasmesso in televisione?»
Moggi: «Sì»
donna: «Allora, ho trovato Baldini e Girando che stavano parlando insieme (...)»
Moggi: «Giraudo t’ha salutato mentre baciavi Baldini»
donna: «(...) sai che gli ho detto, chiedi conferma a lui se non mi credi, dico, ‘‘ma che bella coppia che fate capito?’’»
Moggi: «Comunque è rimasto molto deluso»
donna: «Chi? Perché?»
Moggi: «E perché t’ha visto baci e abbracci »

IBRA VIENE ALLA JUVE
Raiola: «(...) Dice, guarda, diglielo a Zlata (è il presidente dell’Ajax che si rivolge a Raiola) questo, può fare guerra quanto vuole (...) noi non lo mandiamo via, perché se lui vuole andare via o va alla Roma, che già offre di più... No no, ho detto, lui non va alla Roma, e la Juve anche lei arriva a 12 milioni, non c’è problema. (...) Lui ha tirato fuori un fax del Monaco che mi ha mandato adesso, del Monaco, io gli ho detto guarda che il Monaco non ha neanche i soldi per accendere la luce nello stadio. E un fax del Lione che vogliono trattare intorno ai 20 milioni (...) Vuoi che te lo mandi il fax del Lione e del Monaco?»
Moggi: «Sì sì, ma intanto che me ne faccio io?»
Raiola: «No, va be’, non vorrei che quello scemo di Giraudo dicesse Raiola sta facendo lo scemo»
Moggi: «Mica vorrai confronta’ Juventus, Lione, Monaco, dai»
Raiola: «Tu devi essere un po’ più contento quando mi senti, capito?»
Moggi: «E certo»
Raiola: «Io ti do i gioielli»
Moggi: «Ma io infatti vedi ti...»
Raiola: «E Giraudo questo non lo capisce »
 
posted by ste at 5:55 AM 1 comments
mercoledì, maggio 10, 2006

Conclusosi il mandato di Ciampi, giudicato positivamente sia dalla maggioranza che dall'opposizione, e assodato il fatto della non disponibilità dello stesso per un nuovo mandato, ecco eletto il nuovo Presidente.
Giorgio Napolitano, senatore a vita, esponente storico del Pci-Pds-Ds, è stato eletto stamattina con 543 voti. L'Opposizione ha votato scheda bianca, ma con alcune defezioni – in parte annunciate – da parte dell'UDC. Scarse invece le manifestazioni di dissenso dei filodalemiani della Sinistra, che hanno per lo più votato disciplinatamente per il candidato ufficiale. L'anziano Presidente neo-eletto dovrà cercare di ricucire i rapporti con l'Opposizione, deterioratisi soprattutto in seguito al metodo adottato dalla Maggioranza nella sua indicazione, avvenuta senza proporre alternative. Non facile sarà il compito di succedere ad un Presidente amato come il suo predecessore.
 
posted by ste at 6:14 AM 0 comments
martedì, maggio 09, 2006
Ma ci sono o ci fanno?? questo è quello che ho pensato ieri sera, dopo aver visto un'altra esilarante puntata delle iene... in particolare mi riferisco al servizio riguardante le interviste ai politici... qualche domandina di cultura generale (prettamente di storia) e di attualità per testare la loro preparazione.... Imbarazzante....è l'unica cosa che posso dire...nessuno degli intervistati ha risposto correttamente alle difficilissime domande poste dall'intervistatrice... ma non stiamo parlando di banalità...ma domande toste... eccovene alcuni esempi...

anno della scoperta dell'America (1492)... ehm...uhm...azz...1840! e via discorrendo...

rivoluzione francese??(1789)...1400!!

Numero della legislatura...(che per noi può sembrare un domandone ma, facendo un paragone, è come quando a scuola ti chiedevano la classe...)...bo!!

E per finire...il nome del papa...questa poi.... Giovanni paolo 3...Benedetto sesto...BONIFACIO OTTAVO!!...

:::No comment!! VERGOGNATEVI!
 
posted by ste at 1:16 AM 1 comments
venerdì, maggio 05, 2006


Come una bomba ecco che è scoppiato un altro caso destinato a minare la tranquillità in casa giuve...
Intercettazioni telefoniche hanno svelato un fitto intreccio di conversazioni non proprio limpide tra i dirigenti bianconeri (lucky Luciano e Giraudo), "giornalisti" del calibro dello sgrammaticato Aldo Biscardi..(mica un pirla qualunque!! è già già....) ed altri esponenti di spicco della classe dirigenziale del calcio e arbitrale....diciamo quasi un deja-vu... i sospetti di presunte combine e designazioni pilotate stanno trovando delle prime conferme... Certo che...povera giuve....sempre a lei devono succedere queste cose...
 
posted by ste at 5:19 AM 2 comments